Confini-limiti-frontiere del Reale, questa è l'immagine sulla quale lavoriamo.

Il limite sarebbe la linea reale od immaginaria che delimita due elementi, anche la fine, la terminazione, suppone un contenimento. Il limite può essere applicato alla cultura, alle generazioni, alle identità, alla legittimità o alla territorialità, le linee del limite localizzano l'interno e l'esterno.

La frontiera si riferisce all'area, alla zona territoriale, ai contorni, alla demarcazione - tra popoli, culture o stati. Permette una separazione, genera una territorialità, segna l'interno e l'esterno. Il confine è l'ultimo termine che viene visto, l'estremità più lontana o quello di un luogo preso come riferimento. È ciò che confina, ciò che costeggia.

Confine indica avere un limite comune con un altro. Inoltre confinare è anche chiudere a chiave o togliere la libertà di movimento. Confinare significa essere contigui ad un altro spazio o territorio.

Sono concetti simili ma hanno differenze applicabili al tempo, allo spazio, fisico e psichico, al reale e all'immaginario, anche, al politico e al sociale, poiché i cambiamenti del tempo e le crisi chiudono alcuni momenti per aprirne e crearne altri nuovi con tutti gli effetti che ciò comporta nel discorso, nei soggetti e nella loro collocazione nei diversi registri. Allo stesso modo, dal punto di vista del lavoro che proponiamo, quando si pone al centro l'individuo, dobbiamo situare questi concetti e operare con essi, portando la parola al limite per vagliare il vuoto e individuare la lettera giusta.

Coloro che lavorano attraverso la lente della transdisciplinarietà indagano e trasferiscono procedure, tecniche, formati, media, linguaggi e concetti ad altri contesti in cui devono essere (ri)valutati, esaminati per la loro trasferibilità e modificati, e (ri)posizionati di conseguenza.

Nel corso di tali processi di trasferimento, alcune cose diventano confuse, per cui questi aspetti poco chiari sono spesso difficili da spiegare in normali termini categorici. In particolare, i partecipanti esaminano le costellazioni che sorgono tra i paradigmi disciplinari, tematici, mediatici o culturali e i modi di pensare, aprendo un dialogo tra di loro.

I partecipanti sono incoraggiati a confrontarsi e a testare concetti, progetti e dispositivi che non possono essere assegnati a generi specifici e che invece occupano una posizione intermedia o di mediazione tra le differenze. In questo modo si creano possibilità per nuovi modi di pensare e nuovi metodi per affrontare le questioni emergenti.

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