"Come sarebbe bello se…"

Aggiornato il: apr 5



In una recente lezione un professore ha fatto riemergere un'idea potente: nel mondo antico l'1 è simbolo del maschio e il 2 della femmina.


Alcuni penseranno: "certo, l'uomo viene prima e la donna viene dopo, è sempre stato così, purtroppo". Ma il professore ha spiegato che - in realtà - può e conviene essere letto in modo diverso: DUE è più di UNO. Anche se l'uomo e la donna sono uguali nella dignità personale e abbiamo bisogno l'uno dell'altro, è evidente a tutti che la donna è più "completa" e di solito è più "integrata" dell'uomo.


Il professore contiua spiegando che la donna è simboleggiata dal 2 perché il suo corpo è progettato per due. Il corpo femminile si differenzia essenzialmente dal corpo maschile per poter "contenere" un altro corpo. È una vita così viva che può portare "dentro" un'altra vita.

Questo disegno anatomico e fisiologico del corpo femminile non è accidentale... non è un riflesso della cieca evoluzione della specie, ma piuttosto del principio femmilile che no ha genere; che abita tanto nelle donne come nei uomini.


Il corpo femminile - il corpo "duale" - rivela un aspetto essenziale del principio femminile: la donna è sempre orientata verso il "noi", verso l'accoglienza della vita. La donna è più donna e più felice nelle relazioni e mai nell'individualismo. La donna sa che il meglio della sua vita avviene quando vive con gli altri e - ancora di più - per gli altri. E che in questo "accogliere la vita" e "dare la vita" non è denigrata, né annullata, ma al contrario: è plenificata.


Dal meraviglioso corpo femminile, dalla sua mirabile fecondità, da quella capacità di nutrire che è impressa nella sua fisiologia, guardiamo il mistero della sua bellezza trascendente. Non ogni donna è chiamata ad avere figli biologici: ma ogni donna è invitata ad essere "madre", e lo è, nella misura in cui lascia fluire nel suo ambiente la sua capacità innata di generare legami d'amore.


Anche nei nostri tempi confusi e contraddittori.


La parità di genere però resta tutt'oggi una conquista etica europea e globale, in gran parte ancora da scrivere (e da vivere): i progressi sono lenti e i divari persistono nel mondo del lavoro a livello di retribuzioni, assistenza e pensioni, nelle posizioni dirigenziali e nella partecipazione alla vita politica e istituzionale.


Con "Come sarebbe bello se…" in vista dell'8 Marzo ParamitaLab ha promosso una piccola azione corale di resilienza, chiedendo di immaginare scenari migliori e possibili sulla situazione femminile, partendo dalle esperienze. Non si può, infondo, realizzare nulla se prima non lo si immagina e non lo si costruisce attraverso un pensiero creativo. Ne è nato così un interessante e coinvolgente esperimento artistico (prima in lingua italiana e poi anche in spagnolo) in cui i singoli contributi delle persone che hanno partecipato all'iniziativa (uomini, donne e semplici curiosi senza distinzione di genere) sono stati legati insieme in un unico racconto, un podcast, interpretato dalle attrici Laura Cioni e Roberta Fonsato. Ascolta ora il podcast e facci sapere cosa ne pensi! La prossima volta partecipa anche tu.



Eccovi la versione in italiano nella voce di Laura Cioni:


Eccovi la versione in spagnolo nella voce di Roberta Fonsato:



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