Autunno, è Tempo di Raccogliere

Aggiornato il: nov 14

L’autunno arriva nell’emisfero settentrionale mentre nell’emisfero australe si festeggerà l’inizio della primavera: luce e buio in pari misura...


L’equinozio d’autunno, tradizionalmente, era considerato un periodo dell’anno significativo per via del raccolto. In una visione differente, anche oggi rimane il tempo di raccolta degli sforzi, dei bilanci, per intendere se i propositi fatti stiano dando i loro frutti.

Le stagioni che mutano sono punti chiave nel ciclo della vita, e in questi passaggi stagionali molte culture antiche percepivano un messaggio più potente e fondamentale per l’umanità. Le culture indigene riconoscevano la saggezza basata sulla terra e celebravano il solstizio d’inverno, l’equinozio di primavera, il solstizio d’estate e l’equinozio d’autunno. Consideravano questi passaggi come fasi di un viaggio spirituale interiore, che in qualche modo rifletteva quello naturale.

L’autunno rappresenta il momento in cui riconoscere l’abbondanza come stato naturale dell’essere. Così come accade nella natura, allo stesso modo le nostre vite attraversano cicli di crescita, raccolto, morte e rinascita.

Il nostro osservare la caducità materiale delle piante, il raccogliersi degli animali, ci invita ad osservare anche il nostro accingerci ad un tempo di “raccolta” in noi stessi, per far spazio e dar spazio ad un momento di introspezione e preparazione a quello che verrà, per esplorare la nostra interiorità.

Concederci il silenzio ed il riposo, dopo l’attività estiva, è un invito a lasciar entrare in noi una visione più ampia, che solo attraverso una maggiore stasi può aprirsi.

Seguendo il ritmo delle giornate che si accorciano e le notti che si allungano, affrontiamo la nostra stessa oscurità interiore per preparare la nascita della luce interiore, celebrata in occasione del solstizio d’inverno.

L'Equinozio di Autunno è infatti un periodo di discesa interiore e cura del corpo, un percorso spirituale ciclico di risveglio per rivelare progressivamente la connessione tra il Cielo e la Terra, l'interiore e l'esteriore, il materiale e lo spirituale.

È questo il momento propizio per attuare la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva.

Durante l'autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. Secondo R. Steiner è per l'Uomo un grande appello rivoltogli per “l'azione interiore", perché egli impari, la liberazione da ogni timore o paura, l'iniziativa della forza interiore; è un appello all'autocoscienza scevra da egoismo.

Quando la natura esteriore si spegne e la vegetazione appassisce, cresce in compenso tutto ciò che si lega all’iniziativa interiore: l’impulso all’azione, la volontà libera, il coraggio della decisione e la forza della realizzazione.

Il filosofo Thoreau in “Tinte Autunnali”, scrisse:

È piacevole passeggiare sopra i letti di queste foglie fresche, croccanti, e fruscianti. Come vanno splendidamente alle loro tombe! Con quanta delicatezza si sdraiano e diventano terriccio! Dipinte di mille colori, e adatte a diventare i letti di noi che viviamo. Così marciano alla loro ultima dimora, leggere e vivaci. (…) Esse ci insegnano come morire. Ci si chiede se potrà mai venire un tempo in cui gli uomini, con la loro vantata fede nell’immortalità, giaceranno con altrettanta grazia e maturità. (…)

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