Sul futuro


La parola futuro è vaga. Si riferisce ad uno spazio di tempo indefinito. Può significare domani quando mi sveglio per andare al lavoro o può significare 3, 4 o 5 mila anni da oggi.


Sicuramente quello che segue sarà un misto di previsioni, desideri e tendenze, se non pregiudizi da parte mia. La cosa più pericolosa è credere di non averle. Sarebbe ingenuo pensare che si possa essere oggettivi poiché preferenze, desideri, aneliti, pregiudizi e aspettative non possono essere completamente evitati.


Anche se è importante pensare al futuro, non penso che sia il nostro unico obiettivo. Al fine di essere al servizio del futuro, dobbiamo affrontare il presente, in quanto il futuro dipende da esso.


La nostra opinione non influisce sul processo naturale, ma l'opinione che abbiamo su noi stessi influenza notevolmente il nostro comportamento. Se sono convinto che mi ammalerò quando avrò 60 anni, questa convinzione interferirà con il mio comportamento normale e aumenterà la possibilità che mi ammali a quell'età.


Una solida convinzione anticipa l'azione. Ci spinge ad agire in un modo o nell'altro. La nostra opinione sul futuro dà forma alla nostra attività attuale. Non sappiamo con certezza quale sarà il futuro ma, allo stesso tempo, dobbiamo agire sapendo che le nostre convinzioni produrranno gli effetti del futuro nella direzione che pensiamo debba andare. Il futuro non è determinato. Dipende dalle nostre convinzioni, dai notri aneliti, dagli sforzi, dall'immaginazione e dall'esercizio totale delle nostre capacità.


Qualsiasi cosa accada in futuro la si sta sempre facendo ora. Nel bene e nel male ci si muove sempre.

La domanda da porci è, in che direzione stiamo andando?

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