We Future. Re-Designing The School.

We Future nasce da una lettura attenta e ad ampio raggio sulla nuova e incredibile realtà che la scuola ha dovuto affrontare e imparare a gestire, in uno dei periodi di maggiore incertezza sistemica che ha mai coinvolto il pianeta nell'ultimo secolo.



Una realtà che, dalla quarantena in avanti, ha aperto sempre nuovi scenari critici e valutabili col beneficio del dubbio. Nella fase preparatoria di We Future, durata più di due mesi, c'è stato un dialogo costante e generativo con istituzioni come Indire, la Cattedra transdisciplinare dell'Unesco e soprattutto con le scuole, gli architetti e le associazioni che hanno deciso di promuovere il progetto, al fine di immaginare il percorso più adatto da attivare a sostegno di bisogno oggettivi e complessi. Ciò che ha spinto a unire le forze e a credere a questa iniziativa, è stata la consapevolezza via via confermata nei fatti, che le scuole non potevano essere lasciate sole a creare un cambiamento articolato in così tanti aspetti e variabili. 


Pertanto, riorganizzare gli ambienti di apprendimento e ripensare anche alla didattica poteva e doveva interessare una comunità più ampia di enti e di soggetti, per elaborare con eclettismo e flessibilità una visione e un cammino educativo più consapevole e autentico.


Nelle società contemporanee deve poter avere ancora peso e rilevanza la tensione verso l'ottimismo e l’utopia, non percepiti come irraggiungibili chimere, ma piuttosto come gli unici motori in grado di catalizzare trasformazioni. Per realizzarle, spesso non occorre nemmeno fare troppo clamore. Se pensiamo, per esempio, alla ricca esperienza educativa reggiana e all'influenza delle scuole autogestite nate nelle campagne, sul pensiero del famoso pedagogista Loris Malaguzzi, ci viene facile riconoscere quanto l'impegno e l'unione solidarizzino tra loro e facilitino progetti di emancipazione culturale.


We future si muove con questa intenzione, quella di creare un prototipo di metodo e di intervento, al fine di attirare interesse concreto sui temi chiave dell'apprendimento e quella di poterlo diffondere laddove sarà accolto.


Questo progetto è stato reso possibile grazie al lavoro di rete svolto da:

  • Federica Giuliani, formatrice e progettista socioculturale;

  • Foreda Toscana è un'agenzia formativa di Firenze, attiva dal 2002. Si occupa di educazione degli adulti, orientamento professionale, formazione aziendale, progetti di educazione digitale, cittadinanza attiva, interculturalità, educazione alla genitorialità nelle scuole e in progetti ad hoc della Toscana.

  • Firenze Dona è una associazione che si propone di dare assistenza alle altre organizzazioni del terzo settore nell’ambito delle loro attività sociali e non profit supportandole nell’organizzazione di eventi, manifestazioni, attività diverse di comunicazione sociale, corsi di formazione e quant’altro finalizzato alla promozione delle stesse attività, tramite la raccolta fondi e il fundrasing in genere.

  • Giovanni Fumagalli è architetto, esperto in progettazione di spazi educativi. Opera in vari campi dell’architettura e del design, ricerca e formazione. Scuole e servizi per l’infanzia sono temi d’attività privilegiati. In questo ambito fa formazione e ricerca e ha realizzato progetti in molte città italiane. Ha realizzato il Giardino Grande dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, attualmente si sta occupando di un nuovo kindergarten a Shanghai.

  • Silvia Galluzzi è architetto, designer e paesaggista. L’interesse per gli ambienti educativi e per gli spazi aperti la porta a progettare giardini per scuole e nidi, pensati come luoghi originali di esperienze e apprendimento. Ha realizzato allestimenti e disegnato linee di arredi per servizi per l’infanzia.

Stay tuned!

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